La Spezia Liberty e Deco

La Spezia, a cavallo tra ‘800 e ‘900, vive un pieno sviluppo economico: dopo l’apertura dell’Arsenale Militare, nel 1869, la città muta radicalmente il suo aspetto anche dal punto di vista urbanistico e la scena artistica si aggiorna sulle nuove tendenze. Una delle caratteristiche che contraddistingue il Liberty spezzino è quella di essersi diffuso per la prima volta in un quartiere operaio, il cosiddetto “Quartiere Umbertino”, voluto da re Umberto I per alloggiare i lavoratori provenienti da tutta Italia, costruito in tempi record tra il 1885 e il 1889.

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Circolo Ufficiali Marina Militare

Nel 1895 viene bandito il concorso per la sede del Circolo Ufficiali, al fine di dotare la Marina Militare di adeguata sede di rappresentanza. Il progetto di Augusto Giustini, risultato vincitore, ebbe una lunga gestazione e i lavori ebbero inizio nel 1903 per concludersi infine nel 1913, dopo numerose interruzioni. Ispirato ai club inglesi, l’edificio ha subito numerosi danni durante il secondo conflitto mondiale, che ne hanno in parte compromesso l’aspetto originale.

Palazzo del Ghiaccio

L’edificio, in origine sede della Fabbrica del Ghiaccio, edificato tra il 1921 e il 1923, quando la Società Anonima Industria del Freddo incaricò il giovane architetto Franco Oliva del progetto. Le facciate alternano alti pilastri, alle cui basi sono collocati bassorilievi di animali polari, opera i bassorilievi sono di Augusto Magli e Enrico Carmassi, ed altissime vetrate. Il Palazzo del Ghiaccio presenta un notevole slancio verticale, che gli conferisce grande eleganza e forte impatto suggestivo.

Comando Marittimo Nord

L’edificio locali che oggi ospita il Comando Marittimo Nord sono gli stessi occupati, fino alla fine della seconda guerra mondiale, dal Comando Superiore del Corpo Reale degli Equipaggi Marittimi, costituito alla Spezia dal 1923 dopo il trasferimento dal Ministero della Marina. L’edificio è stato costruito nel 1932 su progetto dell’ingegner Luigi Siviero, decorata in facciata dallo scultore spezzino Guglielmo Carro, allievo del carrarese Arturo Dazzi.

Palazzo Maggiani

Considerato il primo edificio Liberty in città, è forse uno dei primissimi esempi in Italia essendo stato costruito tra il 1900 e il 1902. L’edificio presenta uno stile Liberty molto accentuato con sculture e fregi che adornano tutto il palazzo, ripetendosi sull’intera facciata, diversi a ogni piano. I decori (figure femminili, motivi vegetali e pavoni) sono stati forgiati su disegno del pittore Agretti. Il palazzo ha il primato di essere stato alla Spezia il primo con ascensore, installato nel 1906.

Palazzo Fumagalli Federici

(1908-1912) Le bizzarre e leziose decorazioni di questo palazzo secondo l’architetto Valeria Scandellari, che per prima ha studiato l’edificio, potrebbero essere lette dal punto di vista massonico, vista la presenza di pellicani e trifogli. Non è infatti casuale il fatto che sia Bacigalupi, che ne è il progettista sia il committente fossero iscritti alla Massoneria. Nel palazzo sono presenti persiane a scorrimento, all’epoca delle costruzioni erano molto di moda e il piano di decoro urbano imponeva che non si apponessero aperture esterne ad un’altezza inferiore di 2 metri dal piano di calpestio.

Palazzi Sabatini e Palladini

I due palazzi gemelli furono progettati dall’architetto Fortunato Zanazzo (1872-1956) e realizzati ai lati del Santuario di Nostra Signora della Salute tra il 1898 e il 1901. Commissionati da importanti famiglie di costruttori, mostrano i segni precoci del linguaggio liberty in città identificabili nei bassorilievi dove sono rappresentati Mercurio insieme ad una figura femminile che regge in mano una coppa, si tratta forse di Ebe o Iris, entrambe coppiere degli dei.

Palazzo Bertonati

Progettato da Cesare Bertonati, ingegnere, nel 1905, prospetta su piazza Brin, contribuendo a valorizzare il quartiere operaio Umberto I. La vivace policromia ceramica e l’esuberante decorazione degli apparati esterni qualificano l’edificio quale pregevole esempio di architettura dell’avvio del secolo. Sempre alla fiamiglia Bertonati si devono ancora i palazzi che chiudono la piazza impresari capitanati prima da Cesare e poi da suo figlio Gaetano.

Chiesa Evangelica Battista

Nel 1926 viene inaugurata la Casa della buona Novella, in via Milano, sede della missione Battista inglese, molto attiva alla Spezia, qui giunta nel 1866 con intento di evangelizzazione negli anni di grande crescita demografica della città. La nuova sede spezzina, decorata da Augusto Magli, era composta dalla chiesa, da alloggi e da una capiente scuola, molto frequentata. L’edificio, dal forte verticalismo, esibisce un campionario decorativo di ascendenza gotica e rinascimentale, secondo il gusto storicistico dell’epoca.

Ex albergo Terminus

L’edificio, ora inglobato nel complesso dell’albergo Firenze, nasce con il nome di albergo Commercio, a ridosso della stazione ferroviaria. Il committente è l’impresario Sabatini, che si rivolge all’architetto Fortunato Zanazzo che redige un primo progetto nel 1906-1908, inglobando nello stabile la dismessa chiesa di Nostra Signora della Scorza, e poi ancora nel 1922-1924.

Villa Nespolo Laiolo

La palazzina sorge nei pressi della Stazione Ferroviaria e fu costruita in un periodo compreso tra il 1904 e il 1907 su progetto molto probabilmente degli architetti Zanazzo. L’edificio fu voluto da Luigia Nespolo, modista e ricca ereditiera, nei pressi di quella che era considerata la zona più alla moda della città. Il portone di ingresso è decorato con fiori di iris, che si ritrovano nell’atrio, nei portoncini degli appartamenti e nell’affresco sul soffitto dove sono intrecciati nastri sinuosi. Al di sopra del portoncino si riconosce un volto femminile.

Ex hotel Gaetano

Commissionato da Getano Landini tra il 1903 e il 1905 e poi modificato negli anni 1911-1912, l’edificio nasce come albergo, a ridosso della Stazione ferroviaria. Attribuibile a Vincenzo Bacigalupi, per il repertorio decorativo sfoggiato, mostra decorazioni floreali e muliebri tipiche del gusto liberty mischiate a citazioni baroccheggianti.

Palazzi Bianchi e Bianchi Cavallo

Il primo edificio del vasto complesso edilizio si trova in via Nino Bixio ed è stato costruito nel 1895 da Carlo Piaggio. La lunetta del portone è impreziosita dalle iniziali del committente, Edoardo Bianchi, che fece fortuna in Sud America e costruì l’attiguo edificio, dove le forme sono più leggere, con decorazioni a graffito ai piani alti, compromesse dall’inquinamento. Il terzo palazzo, che si affaccia su piazza Saint Bon, è chiamato Bianchi-Cavallo perché costruito dopo un matrimonio tra le due famiglie ed è considerato il capolavoro di Bacigalupi. L’ingresso è reso maestoso da due figure femminili, che dimostrano la straordinaria capacità degli artigiani. All’interno si conservano il pavimento in graniglia, opera di Adolfo Boletto, e una scultura in bronzo che raffigura Mercurio.

Palazzo Castrucci

L’edificio, voluto da Bartolomeo Castrucci, fu costruito tra il 1902 e il 1905. Le decorazioni esterne, in stucco e cemento modellato, sono allegorie delle quattro stagioni. Stupiscono le decorazioni dell’atrio, completamente restaurate, dove sono raffigurate due sacerdotesse misteriose, forse divinità a protezione dell’edificio. Il soffitto è uno squarcio di cielo dove svolazzavano angioletti dalle ali di farfalla, attribuiti al pittore Luigi Agretti. Nell’atrio si conserva anche una delle poche cancellate in ferro e vetro policromo realizzata dalla ditta Guidotti su disegno del Bacigalupi.

Palazzo Campodonico

(1908-1910) Il grande edificio si trova in via Capellini e fu commissionato a Vincenzo Bacigalupi da un ricco proprietario di cave e commerciante di marmo portoro. Interessanti le teste muliebri sulla parte superiore e la cancellata in ferro battuto realizzata dalla ditta Guidotti, su disegno del Bacigalupi, che richiama nelle forme uno spartito musicale. Anche alcuni balconi conservano le ringhiere a linee sinuose e avvolgenti, mentre nell’atrio di ingresso si trovano delle decorazioni pittoriche.

Palazzo Carletti

(1901-1903) L’edificio fu costruito dagli architetti Piaggio, e rispecchia la poetica Liberty di revival gotico. Nella facciata è presente lo stemma della Spezia, contrapposto a quello di Genova e nell’ingresso testine sporgenti da formelle trilobate immortalano i grandi personaggi della storia e della letteratura italiana, come Dante, Petrarca e Boccaccio. L’edificio fu voluto dalla famiglia Carletti, ricchi borghesi protagonisti del panorama culturale e politico locale di fine Ottocento.

Cinema Teatro Cozzani

Il Cinema Teatro Cozzani viene edificato nel 1920 su progetto di Franco Oliva. Privo di una vera e propria facciata, l’edificio appare decorato sul retro dai bassorilievi di Angiolo del Santo, lungo la via Raffaele De Nobili, posti ad ornare la cabina di proiezione come pulpiti di cantoria di chiara derivazione neorinascimentale. La volta della sala era affrescata da Luigi Agretti con il trionfale Carro del sole.

Palazzo Casa Mia

Il palazzo, il cui curioso nome è probabilmente dovuto alla Società Immobiliare costruttrice, fu edificato su progetto del prolifico architetto Vincenzo Bacigalupi con il concorso del figlio Gino nel periodo compreso tra il 1924 ed il 1925, in un momento di particolare fervore per la storia artistica cittadina. A seguito dell’apertura della via XX Settembre, completata nel 1904, Bacigalupi concepì l’edificio rialzato rispetto alla strada, impostando una scalinata di accesso monumentale tesa ad esaltarne l’isolamento. Il palazzo, con la particolare forma a ferro di cavallo che racchiude il giardino di accesso, si compone di appartamenti che, in virtù della posizione isolata, godono di vedute libere, e si conclude con attici mansardati, o “comble à la mansart” come direbbero i francesi, con un lungo balcone aggettante a segnarne il perimetro sommitale. Di grande interesse la decorazione geometrica di gusto déco che si evidenzia fin nei minimi particolari come nei motivi a “V” ed a vortice dei terrazzi, mentre all’artista Tucrito Balestri (1886-1973) ideò il raffinato fregio in facciata realizzato con la tecnica del graffito. Balestri curò, inoltre, la decorazione interna degli appartamenti privilegiando decorazioni geometriche di derivazione ellenistica, reinterpretati secondo la sensibilità dell’epoca.

Accademia Lunigianese di Scienze
Giovanni Capellini

Progettata nel 1928 e inaugurata l’anno successivo la sede dell’Accademia Lunigianese di Scienze “Giovanni Capellini”, opera di Manlio Costa, mostra una volumetria compatta, in stile Déco con un motivo classicheggiante. I caratteri Déco e classici, questi ultimi declinati in forme geometriche pure, sono connessi ad una logica prettamente novecentesca che anticipa e si allinea al contesto italiano.

Vetrina Caracciolo

Nel 1923 fu inaugurata la nuova sede della gioielleria Caracciolo, su disegno di Vincenzo Bacigalupi che fu anche ottimo progettista di interni. Le decorazioni nella boiserie della vetrina si fanno più geometriche e i volumi sono accentuati in un gioco di decori che tende al Decò. Viene scelto il pregiato pich pine, un’essenza estremamente resistente agli agenti atmosferici e allora molto di moda.

Teatro Civico

Nato alla fine a metà dell’Ottocento come costruzione ispirata ai canoni del neoclassicismo, il Teatro Civico cittadino è stato completamente ristrutturato riprogettato nel 1933 dall’architetto Franco Oliva, assumendo l’attuale aspetto Déco. Le decorazioni esterne ed interne, oltre a quelle della cupola posta a copertura della sala, apribile, sono opera dello scultore Augusto Magli. Le cinque statue (la Musica, la Tragedia, l’Arte plastica, Il Golfo e la Città della Spezia) che decoravano la facciata e l’entrata del vecchio teatro furono rimosse e collocate nei giardini pubblici. I busti bronzei esposti nell’atrio, opera di Rino Mordacci, raffigurano il compositore e direttore d’orchestra Domenico Cortopassi e il baritono Emilio Bione. La sala ha colori tenui e superfici lisce, le decorazioni sono semplici ed eleganti.

Palco della Musica

Il Palco della Musica è considerato il “manifesto del Liberty spezzino”. Acquistato all’Esposizione internazionale di Torino nel 1866 per interessamento del sindaco Carrani Massa, si trova al centro del Boschetto, nucleo originale dei giardini pubblici. È caratterizzato dalla tipica struttura a pagoda in metallo, sorretta da pilastrini in ghisa.

Ex Teatro Trianon

Il teatro Trianon, in seguito chiamato Rinaldi, destinato a spettacoli leggeri, è stato edificato nel 1907 ma ottenne l’aspetto che ancora oggi mantiene, nonostante le pesanti manomissioni, nel 1913. Dotato di un caffè e luogo di ritrovo il teatro era stato voluto da Beniamino Luchini, nativo di Villafranca ma poi emigrato in Argentina, su progetto dell’architetto Vincenzo Bacigalupi,. Il locale era decorato da ferri battuti di Cremonini, da affreschi di Vittorio Giorgi e dall’apparato scultureo di Augusto Magli, alle sue prime imprese, di cui restano ancor’oggi notevoli tracce.

Ex albergo San Giorgio

L’ex albergo San Giorgio, oggi edificio di civile abitazione, è stato progettato nel 1925 da Franco Oliva e decorato con il contributo di Augusto Magli, autore dell’apparato scultoreo. Si notino i bassorilievi delle portatrici di pane ed acqua modulati quasi fossero stele arcaiche, i puttini dei bassorilievi di matrice neorinascimentale, l’intreccio delle cornici ritorte di eco bizantina.

Casa Cetrangola

L’elegante edificio è stato realizzato nel 1926 su progetto dell’architetto Franco Oliva, con decorazioni plastiche di Augusto Magli e pittoriche di Tucrito Balestri. Costruito dall’impresa di Tomaso Devoto segue il sedime su cui è posto, di forte ascesa, e utilizza un campionario figurativo di indubbia presa, tra cui animali marini e fantastici.

Villa Fortelli

Avviata nel 1914 e conclusa nel 1916 la villa fu commissionata da Lugi Fortelli, già console in Grecia, a Renato Cozzani, ingegnere, che utilizza nelle facciate un campionario decorativo di immediato successo, dove figure femminili si accompagnano a un repertorio araldico di scudi e stemmi, a memoria dell’attività diplomatica del committente, già console in Grecia.

Palazzo San Giorgio

Il Palazzo San Giorgio, immediatamente alle spalle di piazza Verdi, è stato nel 1927 su progetto dell’architetto Raffaello Bibbiani, si trova tra Via dei Colli e Via XX Settembre. Il palazzo, arricchito dalle sculture dell’artista Augusto Magli, ha la facciata principale caratterizzata da ricchi fregi, bassorilievi e statue a tutto tondo sul cornicione, opere di straordinaria qualità e ricchezza, che uniscono riferimenti classicheggianti ad elementi tipici dello stile del periodo.

Palazzi Fondega e Villa Marmori

Alle spalle di piazza Verdi si trova la zona della Fondega, antica proprietà di Virginia Oldoini, Contessa di Castiglione. Qui, tra il 1906 e il 1914, sorsero eleganti palazzi Liberty progettati da Vincenzo Bacigalupi, e nel 1923, su progetto di Franco Oliva, la Villa Marmori, voluta dai coniugi Teresita Marmori e Amedeo Ceretti. Per i facoltosi committenti lavorarono grandi nomi del Liberty: Alessandro Mazzucotelli (1865- 1938) per i ferri battuti a forma di libellule, dragoni, rose e farfalle, e Giovanni Beltrami (1860-1923), per il lucernaio decorato con l’allegoria della Primavera e tutte le vetrate della villa. La villa oggi è sede del Conservatorio “Giacomo Puccini”.

Pensione Orioli

L’elegante edificio, progettato da Manlio Costa nel 1935-’36, nasce come struttura alberghiera ed è oggi abitazione privata. Di gusto eclettico, così lontano dagli assunti futuristi altrove tenacemente propugnati da Costa, la palazzina si ricollega piuttosto all’edilizia residenziale nella zona della Fondega, realizzata all’inizio del secolo su progetto di Vincenzo Bacigalupi.

Palazzo Giachino

L’edificio è stato edificato nel 1912 ed è opera di Giorgio Guidugli. Di volume compatto, affida ai decori in aggetto e dipinti sia in facciata che nei sottoportici l’eleganza formale di cui si compone, mischiando motivi vagamente neomedievali ed eclettici in genere a formule classiche.

Grattacielo

Il Grattacielo è stato progettato tra il 1927 e il 1928, opera degli architetti Raffaello Bibbiani e Giorgio Guidugli, è caratterizzato da un eclettico stile déco con alcune citazioni neogotiche. Quasi fosse un castello di sabbia sul mare, come lo definisce il Bibbiani, dove animali marini, tra cui i grandi granchi, figure umane e mostruose convivono in uno strano equilibrio, secondo il repertorio messo in atto da Augusto Magli.

Palazzo del Governo

Il Palazzo del Governo, realizzato su progetto dell’architetto Franco Oliva, fu inaugurato il 28 ottobre 1928. L’architettura, maestosa ed elegante, risente delle influenze eclettiche di fine XIX secolo e, anche se non può essere annoverato a pieno titolo nel déco, risalta per il carattere libero e ardito, per gli ornamenti statuari di Augusto Magli, per i fregi ai quattro angoli dell’edificio. Franco Oliva ne realizzò anche gli arredi interni mentre le decorazioni sono opera del pittore Navarrino Navarrini e di Tucrito Balestri; le vetrate policrome sono di Raffaele Albertella.

Palazzo Boletto

Il palazzo Boletto, elegantemente posto a chiudere piazza Verdi in direzione mare, è stato edificato nel 1927 su progetto dell’architetto Vincenzo Bacigalupi. Inizialmente di dimensioni ridotte rispetto alla forma attuale, in pratica coincidente con la sola porzione posta a ovest, viene ampliato nel 1933 con l’aggiunta del corpo di fabbrica orientale, sempre su disegno dello stesso Bacigalupi.

Palazzo Contesso-Vivaldi

Realizzato su progetto dell’architetto Vincenzo Bacigalupi, fu edificato nel 1907. In origine, all’ultimo piano del maestoso palazzo si trovava uno stabilimento elio-terapico, dove le signore alla moda si recavano per cure di bellezza e bagni di sole. L’atrio d’ingresso è abbellito da singolari bassorilievi, le vetrate policrome sono originali. Sospeso tra piazza Verdi e via D’Azeglio, l’edificio presenta un elegante particolare Liberty: un lampione sostenuto da un braccio in ferro battuto che rappresenta una libellula, con le ali decorate da inserti colorati in pasta di vetro.

Villa Podestà

Edificata nel 1925 su disegni di Manlio Costa, caratterizzata dall’esuberante decorazione di gusto liberty, la villa del banchiere Podestà domina la città dall’alto dei Colli. Il giardino e gli annessi confermano l’iniziale uso domestico della villa, oggi sede del sorriso Francescano.