Futurista e Razionalista

A partire dalla metà degli anni ’20 del XX secolo prese piede anche alla Spezia il movimento architettonico Razionalista di cui abbiamo evidenti segni nella piazza principale della città, Piazza Europa, dove si incontrano i simboli dei poteri: Governo, Comune e Chiesa. 

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Porta Monumentale – Stadio Alberto Picco

L’entrata monumentale dello stadio, risalente agli anni Trenta del Novecento è imponente e suggestiva. È decorata con le due grandi statue, opera di Enrico Carmassi, che sormontano pilastri che sorreggono l’arco. Lo scultore utilizzò come modello il pugile Alfredo Oldoini, atleta della gloriosa Virtus Spezia, che in quegli anni fu tre volte campione italiano in tre categorie diverse (medi, mediomassimi e massimi).

Palazzo della Sprugola

Nel 1935 viene concluso il cosiddetto Palazzo della Sprugola, dal nome con il quale alla Spezia viene chiamata la risorgiva d’acqua presente in zona. Il palazzo è stato progettato e realizzato da Raffaello Bibbiani e decorato dallo scultore Augusto Magli. Il prospetto su via Colombo è decorato, ai due estremi, dalla Ninfa Sprugola. Le due figure sono accompagnate da scritte latine: “Numen adsum indigete hic Sprugola. Civis esto, perpetue mane valeque qui bibis” (io Sprugola divinità protettrice del suolo sono qui. Tu che bevi, sii cittadino, per sempre rimani e stai bene) e “Tibi incoacta sub imposita mole denuo effusa divoque lympha patrum exorior” (io linfa dei padri, libera sotto la mole sovrapposta, di nuovo diffusamente sgorgo per te).

Casa del Balilla

Bella e interessante costruzione, opera di Manlio Costa, ma anche la più rimaneggiata e resa irriconoscibile dalle offese ricevute. Fu edificata come sede per l’Opera Nazionale Balilla e comprendeva un unico corpo di fabbrica su due piani alto circa 10,20 m. con una torre alta quasi il doppio e il lato esterno chiuso completamente con vetrocemento. Il piano rialzato comprendeva l’atrio d’onore, la palestra e la sala di scherma con i relativi servizi e spogliatoi, poliambulatorio, magazzini e vani tecnici. Al 1° piano si trovavano gli uffici, la biblioteca, sala riunioni, patronati, alloggio custode e il vuoto sulla palestra. La copertura era piana. Gli arredi furono disegnati e curati da Costa, le decorazioni erano opera di Carmassi. Danneggiata dagli eventi bellici, fu restaurata nel dopoguerra. Ha ospitato prima il Liceo Scientifico Pacinotti ed oggi la Polizia Municipale, subendo trasformazioni e adattamenti.

Scuola Elementare Edmondo De Amicis

Il progetto, opera di Manlio Costa, approvato dal Comune nel 1933, prevedeva una soluzione più articolata. Il fronte principale è rivestito in pietra grigia delle cave di Caporacca e parte in mattoni faccia a vista, in sintonia con i materiali del Palazzo delle Poste. Il complesso fu inaugurato il 17 maggio 1940 alla presenza del Ministro Bottai. Nel 1949, in occasione dei lavori di manutenzione, l’edificio fu sopralzato di un piano.

Casa D’Arte

Progettata e realizzata nel 1931 da Manlio Costa, la Casa d’Arte, nata per ospitare mostre e promuovere l’editoria per volontà del committente Pietro Salmojraghi, divenne il centro culturale del Futurismo degli anni ‘30. L’edificio (oggi parzialmente modificato) esprime pienamente la teoria futurista dell’architetto Sant’Elia sul dinamismo delle linee diagonali per abbassare il punto di vista. Dopo la “Mostra Aeropittura Arte Sacra Futuriste” del 1932 che unì aeropittura e arte sacra, Marinetti organizzò il “Premio Nazionale di Pittura Golfo della Spezia”. Le oltre 150 opere partecipanti furono esposte nella Casa d’Arte.

Casa Abitazione bar Tripoli

Nel 1935 Manlio Costa si occupò del rifacimento della facciata di questo edificio sul lato di Via Rosselli, inserendo alcuni elementi architettonici per renderne la simmetria. Interessantissimo, nell’angolo del palazzo all’incrocio tra le vie, il Bar Tripoli, che conserva l’insegna, le decorazioni e le strutture architettoniche originali del tempo.

Casa Peragallo

Realizzata nel 1931-32 da Manlio Costa in collaborazione con Giovanni Dazzi, Casa Peragallo unisce la tendenza razionalista alle forme dinamiche tipiche del Futurismo. La dinamicità della parte alta si confronta e richiama le guardiole del Castello di San Giorgio, che si scorge superiormente.

Casa Ceretti

Realizzato nel 1934 da Manlio Costa, il palazzo ha pianta irregolare. Casa Ceretti sorge presso le Case Bertagna e Peragallo, creando un’interessante continuità visiva con questi edifici. È caratterizzata da modanature lineari, balconi curvi con balaustre in ferro battuto, realizzati sullo spigolo acuto, e ringhiere metalliche.

Casa Bertagna

Progettato da Manlio Costa e realizzato nel 1933, l’edificio, perfettamente conservato, è un perfetto esempio di “casa ad elementi sovrapposti” caro all’architettura futurista. Tipicamente futurista la struttura generale, l’angolo acuto della torre che ne aumenta la fuga prospettica e i dettagli architettonici (balconi di forma circolare, elementi metallici delle ringhiere).

Palazzo delle Poste

Il Palazzo delle Poste Centrali della Spezia fu progettato dall’architetto Angelo Mazzoni (1894-1979) nel 1928 e inaugurato nel 1933. Negli anni che intercorrono fra il progetto e la sua realizzazione, Mazzoni aderisce al Futurismo: il Palazzo delle Poste è frutto di tale scelta, costituendo una risposta concreta alle sollecitazioni dei futuristi in campo architettonico; rispetto al progetto iniziale, scompaiono le sculture di facciata di Corrado Vigna (collocate poi sul Palazzo delle Poste di Ragusa) e la realizzazione finale dell’edificio si caratterizza per una struttura massiccia che introduce una variante imprevista al linguaggio Liberty e Déco della piazza: lo stile romano dell’edifico, classico e metafisico, produce infatti un deciso effetto di straniamento. All’interno della torre, nella parte sommitale, sono presenti i mosaici rappresentanti le Comunicazioni terrestri, marittime e aree, opere di Fillia e Prampolini

Cattedrale del Cristo Re

Sulla grande piazza, al di sopra dei portici di Via Vittorio Veneto, vigila la moderna e razionalista Cattedrale di Cristo Re, progettata dall’architetto Adalberto Libera alla fine degli anni ‘50 del XX secolo e portata a termine nel 1975 dall’architetto spezzino Cesare Galeazzi. La struttura circolare dell’iperboloide è esternamente bianca, spoglia, liscia e ad una sola falda, sorretta internamente da dodici colonne, alte otto metri, che rappresentano i dodici apostoli. L’edificio ha una cupola ribassata del diametro di 50 metri e presenta un pavimento in marmo con una leggera pendenza
verso l’altare centrale in marmo bianco, verso il quale sono rivolti anche tutti gli elementi interni. L’edificio può contenere fino a 2.500 persone e prende luce dall’ampia cupola policroma, dipinta dal pittore Vittorio Magnani, e da una vetrata continua perimetrale.

Curiosità: sotto i portici, al livello della piazza, si trova la Cripta, progettata dall’architetto Brenno del Giudice, con le tombe dei vescovi ed il reliquario dell’eremita San Venerio, patrono del Golfo della Spezia e dei faristi.

Palazzo del Tesoro

Progettato nell’ambito del cantiere di Piazza Europa, già Italia e già Littorio, aperta dopo lo sbancamento del colle detto dei Cappuccini, l’importante edificio di gusto razionalista venne progettato da Giorgio Guidugli allo scadere degli anni Venti del Novecento, speculare al palazzo Littorio, oggi Civico.

Piazza Europa

Guardando una vecchia carta topografica, al posto dell’attuale Piazza Europa troveremmo la collina “della Ferrara” o “dei Cappuccini”, abbattuta negli anni ’20 del XX secolo per dare sfogo all’espansione dell’abitato cittadino. Lo sviluppo della piazza fu progettato dal Gruppo degli Urbanisti Romani nel 1932 che ne fecero il punto di saldatura tra la città più vecchia e la nuova. Sulla piazza si affacciano importanti edifici razionalisti come il Palazzo Civico e la prospiciente sede dell’Agenzia delle Entrate, il Palazzo del Tesoro, opera di Giorgio Guidugli, caratterizzati dalla struttura rigida, pulita ed essenziale; la piazza stessa, con il suo grande spazio aperto, è stata concepita come area multifunzionale secondo il concetto principe del razionalismo.

Palazzo Civico

Nato come Casa dei Fasci Lunensi, il palazzo Civico è stato eretto nel 1938
dall’architetto Franco Oliva nel tipico stile razionalista. Caratterizzato da
un’architettura massiccia, alleggerita da un alto porticato, da un’alta torre angolare quadrata e da una loggetta arengario, presenta quattro finestrature ad arco sulla facciata verso la piazza che comprendono più piani dell’edificio.